Cenni storici

 

1871: fu questa la data della prima proposta di rinnovamento ed abbellimento della passeggiata del Pincio da parte dell’amministrazione capitolina. Obiettivi di tale ammodernamento furono la creazione di un nuovo serbatoio idrico e vari interventi di restauro.

Un’iniziativa dalle grandi ambizioni con l’intervento di due illustri personaggi: Giovan Battista Embriaco e Gioacchino Ersoch.
 
Era il 1867, quando Giovan Battista Embriaco, Padre domenicano e creatore di numerosi meccanismi di orologeria, presentò all’Esposizione Universale di Parigi due prototipi di idrocronometro, riscuotendo un grande successo. Uno di questi sarebbe divenuto l’odierno Orologio ad acqua del Pincio.
La cura del nuovo impianto idrico e dell’arredo estetico dell’Orologio fu affidata a Gioacchino Ersoch, il quale optò per un allestimento complesso: una sorta di “scrigno” ligneo, simile ad una torretta, contenente il meccanismo, e innalzato su un piccolo scoglio al centro di un laghetto rustico.
 
E’ nel 1872 che il progetto di Ersoch e quello dell’Orologio ad acqua, inizialmente separati e connotati da esiti formali diversi, si fusero.
 
Nel 1873 l’Orologio giunse a Roma: fu installato al Pincio in una torretta in ghisa al centro di un laghetto, progettata da Ersoch. L’opera, con i suoi quadranti che richiamavano la sezione trasversale di un albero e le lancette sagomate in forme vegetali, si inseriva con armonia nel contesto naturale di Villa Borghese.